Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater 

Musica 
(vedi anche la pagina dedicata alla rivista «Civiltà musicale»)



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Marcello de Angelis                                                
La Musica considerata filosificamente
Echi del Risorgimento e del "Bello ideale"
In Appendice: Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica 
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 2)
128 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-05-3 - Euro 15,00 
(disponibile anche online su www.torrossa.it)

Dal classicismo di Leopoldo Cicognara – convinto sostenitore del "bello ideale" – fino all’estremo confine del XIX secolo (profondamente marcato dai moti risorgimentali) queste pagine scandiscono la cronologia del pensiero estetico sulla musica che aveva toccato in Italia vertici significativi. E non solo per merito degli addetti ai lavori. Un esempio per tutti: Leopardi con le sue puntuali e acute riflessioni affidate allo Zibaldone o ad alcuni passi poetici. Un’autentica profezia fu la voce del "politico" Mazzini quando auspicò l’arrivo di un uomo nuovo nel mondo del Melodramma. Dopo Rossini l’Ignoto Numini (questa la dedica al pamphlet del 1834-35 qui riprodotto) avrebbe dovuto incarnare sulla scena le immagini prorompenti di Inni, Canti e Cori coniugando l’attualità alla tradizione mutuata da Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Cherubini, Spontini, Pacini e altri autori del primo Ottocento. Il pensiero a Verdi è evidente prima che il nome esplodesse col Nabucco del 1842.
I teorici citati nel presente volume (Boucheron, Santucci, Majer, Gioberti, i ricordati Cicognara e Leopardi, Panzacchi, ecc.) pur restando saldamente ancorati ai princìpi del "bello ideale", seguono i vènti nuovi provenienti da Berlino (Hegel) e da Parigi. Gli "Scapigliati" milanesi fecero la loro parte nel sostenere Arrigo Boito e Abramo Basevi, attivo nella vivace Firenze del tempo e autore, nel 1859, della prima importante monografia su Verdi. Nella seconda metà dell’Ottocento sogni, fantasie, nebbie metafisiche e mitologie classiche tenderanno a dissolversi nella concretezza "scientifica" del positivismo, nella ricerca storica e musicologica, nell’emergente e suggestiva analisi psicologica dell’individuo, facendo filtrare le inquietudini esistenziali del Novecento.


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Carlo Botteghi                                                
La Musica nel Risorgimento 
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 1)
272 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-06-0 - Euro 24,00 
(disponibile anche online su www.torrossa.it)

Il volume mette in evidenza e dimostra, per la prima volta, quanto i numerosi canti e gli inni patriottici e popolari fioriti durante il Risorgimento, abbiano influito sui massimi esponenti del nostro Melodramma. Da Rossini a Puccini, da Bellini a Donizetti, da Mercadante a Verdi, l’epopea del riscatto nazionale scorre in cinque densi capitoli con frequenti rimandi a titoli e autori, alcuni dimenticati, altri rivalutati come il "caso" del Macbeth verdiano. Mentre del Marin Faliero si è persa la memoria, non così possiamo dire per Maria Stuarda o dell’altro capolavoro donizettiano Anna Bolena. Al centro delle considerazioni teoriche troviamo Giuseppe Mazzini, autore della citatissima Filosofia della Musica, dove profetizzò il contributo di Verdi alla causa dei moti risorgimentali. Insieme con Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Pio IX il compositore di Busseto rappresenta un punto di riferimento ineludibile per sciogliere i nodi storici che portarono all’Unità d’Italia.


L’Accademia Florentia Mater è stata fondata nel 1988 per promuovere iniziative culturali e progetti editoriali. Ricordiamo: le cerimonie organizzate nel giugno 1989 in occasione del settimo centenario della battaglia di Campaldino (11 giugno 1289); la mostra in Palazzo Strozzi (2-17 dicembre 1989) dedicata allo scrittore Bruno Cicognani e il catalogo I luoghi di Cicognani. Documentazione storico-letteraria e figurativa (2-17 dicembre 1989); la commemorazione, nella Basilica di Santa Croce, di Luigi Cherubini (14 settembre 1990); il convegno svolto il 27 ottobre 1990 nell’Auditorium del giornale «La Nazione», in occasione del primo centenario della scomparsa di Carlo Lorenzini (Collodi) e quello organizzato il 30 giugno 1996 per ricordare il secondo centenario dell’arrivo a Firenze di Napoleone (30 giugno 1796); la promozione del restauro della Crocifissione in Santa Margherita a Saletta di Fiesole (2002). Inoltre il conferimento del premio «Pro Bonis Artibus» ai benemeriti della cultura fiorentina.

 


Musica 
(vedi anche la pagina dedicata alla rivista «Civiltà musicale»)