Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater 

Musica - Teatro - Arte - Letteratura
(vedi anche la pagina dedicata alla rivista «Civiltà musicale»)


L’Accademia Florentia Mater è stata fondata nel 1988 per promuovere iniziative culturali e progetti editoriali. Ricordiamo: le cerimonie organizzate nel giugno 1989 in occasione del settimo centenario della battaglia di Campaldino (11 giugno 1289); la mostra in Palazzo Strozzi (2-17 dicembre 1989) dedicata allo scrittore Bruno Cicognani e il catalogo I luoghi di Cicognani. Documentazione storico-letteraria e figurativa (2-17 dicembre 1989); la commemorazione, nella Basilica di Santa Croce, di Luigi Cherubini (14 settembre 1990); il convegno svolto il 27 ottobre 1990 nell’Auditorium del giornale «La Nazione», in occasione del primo centenario della scomparsa di Carlo Lorenzini (Collodi) e quello organizzato il 30 giugno 1996 per ricordare il secondo centenario dell’arrivo a Firenze di Napoleone (30 giugno 1796); la promozione del restauro della Crocifissione in Santa Margherita a Saletta di Fiesole (2002). Inoltre il conferimento del premio «Pro Bonis Artibus» ai benemeriti della cultura fiorentina.



Marcello de Angelis Foresi
Dalle rive dell'Arno ai ghiacci del Don. 
Lettere di Elio Foresi, fiorentino, socio della Canottieri "Firenze" e alpino della "Julia"

(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater -  Percorsi; 5)
LoGisma, 2016. 208 p., ill., 15x21 - ISBN 978-88-97530-87-9 - Euro 13,00 order now 

Questo carteggio inedito ripercorre, come gli inesorabili rintocchi del tempo, momenti di pace (familiari, sportivi, amichevoli) e momenti di guerra, fino all’ultimo desolato biglietto postale inviato il 6 gennaio 1943. Elio Foresi, classe 1911, si spense sul fronte russo nel febbraio 1943. Favorito dalla prestanza fisica, Elio praticò diversi sport: sci, tennis, bicicletta, nuoto, cavallo, ma la vera passione fu il canottaggio. Iscritto alla Società Canottieri di Firenze, partecipò ad alcune competizioni ufficiali. Dopo gli studi al Liceo “Dante” di Firenze, scelse la Facoltà di Agraria specializzandosi in Enologia, e da neolaureato fu inviato a contribuire alla valorizzazione dei latifondi siciliani. Professione e affetti furono bruscamente interrotti dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Alpino della Divisione Julia (Btg. “Val Cismon”), col grado di tenente fu richiamato sul fronte greco e partecipò con l’ARMIR alla campagna di Russia. Dove si spense nel campo di Oranki, sul Don, a seguito di una violenta epidemia di tifo petecchiale.

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Valentina Supino                                                  
I soggiorni di Dostoevskij in Europa e la loro influenza sulla sua opera
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 7)
128 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-61-9 - Euro 15,00 
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Dostoevskij è sempre stato legato all’Europa, in gioventù per formazione culturale e in seguito per i suoi quattro anni di esilio volontario, dal 1867 al 1871, trascorsi fra Germania, Svizzera e Italia, in compagnia della seconda moglie. Una fase di profonde esperienze e di significativi mutamenti nell’animo dello scrittore russo. È durante la permanenza in Europa che concepirà Delitto e Castigo e scriverà L’Idiota, che termina a Firenze, un romanzo chiave di tutta la sua opera. E sempre nella città toscana, lo scrittore riprenderà a leggere molto e questo gli permetterà di avere spunti per altri tre grandi romanzi, I Demoni, L’adolescente, l fratelli Karamazov. Questo libro racconta questi anni di mutamento nella sensibilità e nell’ottica dello scrittore.

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Marcello de Angelis                                                  
Leopardi e la musica
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 6)
104 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-374 - Euro 13,50 
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“Un tema fino ad oggi sfiorato solo di rado e in modo aneddotico”. Così commentava Umberto Carpi la prima edizione di questo volume che indaga la sorprendente ricchezza di riflessioni leopardiane contenute soprattutto nello Zibaldone e in alcuni celebri versi. Il volto del poeta ne esce talvolta diverso e inatteso, ben inquadrato nell’ambito del dibattito europeo sul “bello ideale” con punte di autentica originalità come l’idea di progresso nella musica quale “frutto della trasgressione”. “Ogni assoluta novità in fatto di musica contiene e quasi consiste in un’apparente stonazione”. L’autore si sofferma poi sul quadro familiare del poeta con particolare attenzione per il padre Monaldo, che del teatro di Recanati fu convinto sostenitore, e per il fratello Luigi, flautista. Come per le altre arti, “l’assuefazione” – sostiene Leopardi – è la morte della musica.

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Gregorio Nardi                                                  
Con Liszt a Firenze. Volume I.
Il soggiorno di Franz Liszt e Marie d'Agoult negli anni 1838-1839

(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 5)
368 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-428 - Euro 28,00 
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Franz Liszt (1811-1886), geniale pianista dell’Ottocento e uno dei massimi compositori rivoluzionari, frequentò spesso Firenze. Questo primo volume racconta il soggiorno degli anni Trenta con l’amata Marie d’Agoult, rievocato con una completezza di dettagli mai prima tentata, che ci permette di approfondire aspetti inediti della sua affascinante personalità.
Il ritrovamento di fondamentali documenti sconosciuti permette di riscoprire i numerosi concerti che effettuò in città; i suoi contatti; gli inviti alla corte del granduca Leopoldo II; le case, gli alberghi, le visite ai musei, ai monumenti, ai caffè; le letture e le discussioni; le amicizie con scrittori e artisti, tra i quali Hortense Allart, Gino Capponi, Lorenzo Bartolini, Adolf von Stürler.

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Giovanna Lori                                                  3° classificato al XXXII Premio Firenze, 2014
Benedetta sia la sua memoria
Madre Ermelinda a Santa Verdiana Firenze, 1943-1944

(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater -  Percorsi; 4)
96 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-19-0 - Euro 10,00
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Durante i terribili mesi dell’occupazione tedesca di Firenze, dal settembre 1943 all’agosto 1944, madre Ermelinda Carducci, che con le sorelle della sua Congregazione operava nel carcere femminile di Santa Verdiana, si adoprò a rischio della propria vita per alleviare le sofferenze delle prigioniere politiche e delle ebree recluse in attesa della deportazione. Con lei, molte altre persone, animate dagli stessi intendimenti, agirono dentro e fuori la prigione per contrastare il male e non farci disperare del bene. 

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Giuseppe Càntele                                                  
Il Machiavelli di Ridolfi
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 4)
96 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-29-9 - Euro 13,00
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Il cinquecentenario del Principe è l’occasione per fare il punto sul personaggio di Machiavelli cinque secoli dopo la stesura di quel capolavoro. Questa figura è il frutto di un dialogo ininterrotto che gli studiosi hanno intrattenuto e continuano ancora oggi a intrattenere con la sua opera. Tra gli interlocutori del Segretario fiorentino, Roberto Ridolfi merita uno spazio a sé. La sua biografia machiavelliana si legge come fosse un’autobiografia del Fiorentino e quasi si confonde tra le opere di quest’ultimo negli scaffali della libreria di chi la possiede. Questo libro è un omaggio, nel corrente anniversario, a Roberto Ridolfi, che con passione, sincerità e rigore, ha donato al mondo il suo Machiavelli. L’opera di Ridolfi si raccomanda infatti per il pregio e la ricchezza di contenuti. Il suo Machiavelli, unanimemente riconosciuto come un monumento di dottrina, di pazienza e di perseveranza, rappresenta al meglio non solo lo storico, ma tutta la vita dell’uomo e dello studioso.

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Carlo Pasi                                                  
L'altra scena. Scritti su Antonin Artaud 
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 3)
128 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-14-5 - Euro 15,00
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Tre saggi su Antonin Artaud che, pur inquadrati da prospettive diverse, confluiscono in una mobile e fluttuante unità: l’altra scena che li convoca e li sommuove. Vengono messi a fuoco, non solo i risvolti rimasti nell’ombra della sua vita-opera, ma quel fulcro segreto, quasi una dimensione inconscia che ne rivela aspetti inesplorati. Dal Dialogo transferale della Corrispondenza con J. Rivière, una sorta di scena originaria che imposta il percorso accidentato di un periplo a spirale fino alla violenta irradiazione di Rodez e dopo Rodez, che culmina nell’invenzione di un nuovo linguaggio diffratto e contundente, innestato al suo corpo-teatro (Un combattente nato). Il secondo scomparto, nel rapporto con Alfred Jarry, ripercorre, da un altro versante, l’emersione vibratoria di quel corpo-teatro che si fa espressione visionaria di una nuova mitologia in cui l’Ubu-Hitler diventa il demone fagocitante, il fantoccio che ha imbrattato il corso della storia come follia e menzogna dell’essere. Alla fine, nel fantasma femminile delle Filles de coeur à naître, si proietta il nucleo germinale della spinta poetica di Antonin Artaud, la dinamica di una poesia incarnata nel souffle intesa come genesi della creazione.

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Italo Pizzi                                               
Ricordi verdiani inediti. Con undici lettere di Giuseppe Verdi
In occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi 1813-2013
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater -  Percorsi; 3)
80 p., ill., 15x21 - ISBN 978-88-97530-33-6 - Euro 9,00
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Pagine aneddotiche dell’amichevole relazione fra Italo Pizzi e Giuseppe Verdi, dovuta principalmente alla loro conter-raneità. Testimonianze accorate di un Verdi quasi privato (al tempo inedite, appunto) con le quali il sollecito Autore volle affrettarsi a omaggiare e commemorare il Maestro all’indomani della morte. Episodi e curiosità fra le quali una di più che lega il musicista alla città di Firenze: quella dell’esistenza di uno zufolo, conservato nel Museo Egizio fiorentino, che Verdi credette di poter utilizzare in scena, ma che dopo un attento esame non ritenne adatto.
Italo Pizzi (Parma 1849 - Torino 1920), professore di Lingua e letteratura persiana, frequentò Giuseppe Verdi dal 1882 fino alla sua scomparsa, nel 1901, anno in cui pubblicò i Ricordi verdiani inediti. Pioniere degli studi orientalistici in Italia (tradusse dal persiano il poeta medioevale Firdusi), Pizzi fu insigne studioso di culture semitiche, fu anche bibliotecario alla Laurenziana di Firenze, e non mancò di segnalare al musicista rarità bibliografiche e strumentali.

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Marcello de Angelis Foresi                                                
Scale di vetro, Dialoghi con me stesso 
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater -  Percorsi; 2)
148 p., ill., 15x21 - ISBN 978-88-97530-25-1 - Euro 10,00
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Autobiografia. I ricordi di scuola, delle amicizie, delle vacanze. Ma sullo sfondo c’è Firenze, tratteggiata con varia aneddotica. L’autore documenta la famiglia materna dei Foresi. Esiliati dai Medici, prosperarono all’Elba, dove divennero intimi di Napoleone. Caduto l’Imperatore, raggiunsero i principi Demidoff nella villa di Pratolino. Durante il Risorgimento furono in relazione con scultori, pittori e musicisti: Rossini, Fucini, Gordigiani, Signorini; si imparentarono con il pittore Llewelin Lloyd e lo scrittore Enrico Novelli (Yambo). Anche il giovane d’Annunzio frequentò, a Firenze, il palazzo Foresi. Della famiglia paterna, le scarse notizie riportano la discendenza a certi "Angeli" di Fano, dominanti a Bisanzio, dopo l’anno Mille, che contribuirono al trasferimento della "casa di Maria" dalla Palestina a Loreto. E ancora... il Sessantotto, l’Università, le discusssioni politiche, le splendide voci e le canzoni di contestazione; e riconosce molti meriti allo scolopio Ernesto Balducci, amico personale.

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Maria Bernardini                                                
Galleria Palatina. I capolavori di famiglia a Palazzo Pitti
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater -  Percorsi; 1)
104 p., ill., 15x21 - ISBN 978-88-97530-19-0 - Euro 9,50
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Una guida particolare alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti. Un curioso percorso narrativo attraverso le circostanze, gli aneddoti, gli eventi e le peculiarità dei personaggi, che hanno ispirato agli artisti degli autentici capolavori. Un diverso approccio ai pittori e agli scultori della preziosa pinacoteca fiorentina, per renderci possibilmente più vicini i contenuti delle loro opere, e ancor più amichevoli e familiari quei volti e quelle storie. 
Maria Bernardini ha collaborato con «La Nazione», «L’Osservatore Romano» e la RAI Toscana. Molti dei suoi libri sono dedicati Firenze: C’era una volta Firenze. Quasi leggenda di una città (Poligrafico Fiorentino, 1975); Italia a colori - Guide turistiche di Firenze - "Bologna", "Trieste" (Bonechi, 1974); Personaggi a tavola - Pretesto per interviste a 55 protagonisti della cultura contemporanea (Poligrafico Fiorentino, 1976); Ritrattini della vecchia Firenze (SP44 Editrice, 1984); Nell’intimità degli Uffizi (Diana Editrice, 1989).

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(disponibile anche online su www.torrossa.it)

Marcello de Angelis                                                
La Musica considerata filosificamente. Echi del Risorgimento e del "Bello ideale"
In Appendice: Giuseppe Mazzini, Filosofia della Musica 

(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 2)
128 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-05-3 - Euro 15,00 
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Dal classicismo di Leopoldo Cicognara – convinto sostenitore del "bello ideale" – fino all’estremo confine del XIX secolo (profondamente marcato dai moti risorgimentali) queste pagine scandiscono la cronologia del pensiero estetico sulla musica che aveva toccato in Italia vertici significativi. E non solo per merito degli addetti ai lavori. Un esempio per tutti: Leopardi con le sue puntuali e acute riflessioni affidate allo Zibaldone o ad alcuni passi poetici. Un’autentica profezia fu la voce del "politico" Mazzini quando auspicò l’arrivo di un uomo nuovo nel mondo del Melodramma. Dopo Rossini l’Ignoto Numini (questa la dedica al pamphlet del 1834-35 qui riprodotto) avrebbe dovuto incarnare sulla scena le immagini prorompenti di Inni, Canti e Cori coniugando l’attualità alla tradizione mutuata da Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Cherubini, Spontini, Pacini e altri autori del primo Ottocento. Il pensiero a Verdi è evidente prima che il nome esplodesse col Nabucco del 1842. I teorici citati nel presente volume (Boucheron, Santucci, Majer, Gioberti, i ricordati Cicognara e Leopardi, Panzacchi, ecc.) pur restando saldamente ancorati ai princìpi del "bello ideale", seguono i vènti nuovi provenienti da Berlino (Hegel) e da Parigi. Gli "Scapigliati" milanesi fecero la loro parte nel sostenere Arrigo Boito e Abramo Basevi, attivo nella vivace Firenze del tempo e autore, nel 1859, della prima importante monografia su Verdi. Nella seconda metà dell’Ottocento sogni, fantasie, nebbie metafisiche e mitologie classiche tenderanno a dissolversi nella concretezza "scientifica" del positivismo, nella ricerca storica e musicologica, nell’emergente e suggestiva analisi psicologica dell’individuo, facendo filtrare le inquietudini esistenziali del Novecento.

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(disponibile anche online su www.torrossa.it)

Raffaello Monterosso            
La Musica nel Risorgimento 
(Biblioteca dell'Accademia Florentia Mater; 1)
272 p., ill., 17x24 - ISBN 978-88-97530-06-0 - Euro 24,00 
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Il volume mette in evidenza e dimostra, per la prima volta, quanto i numerosi canti e gli inni patriottici e popolari fioriti durante il Risorgimento, abbiano influito sui massimi esponenti del nostro Melodramma. Da Rossini a Puccini, da Bellini a Donizetti, da Mercadante a Verdi, l’epopea del riscatto nazionale scorre in cinque densi capitoli con frequenti rimandi a titoli e autori, alcuni dimenticati, altri rivalutati come il "caso" del Macbeth verdiano. Mentre del Marin Faliero si è persa la memoria, non così possiamo dire per Maria Stuarda o dell’altro capolavoro donizettiano Anna Bolena. Al centro delle considerazioni teoriche troviamo Giuseppe Mazzini, autore della citatissima Filosofia della Musica, dove profetizzò il contributo di Verdi alla causa dei moti risorgimentali. Insieme con Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Pio IX il compositore di Busseto rappresenta un punto di riferimento ineludibile per sciogliere i nodi storici che portarono all’Unità d’Italia.

 


Musica - Teatro - Arte - Letteratura
(vedi anche la pagina dedicata alla rivista «Civiltà musicale»)